Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data
16 settembre 2026
Aggiornata il 17 settembre 2026
Nello studio del 太極拳 tàijí quán della famiglia Chen tramandato nella cittadina di 陳家溝 chénjiāgōu, si distinguono cinque posizioni delle mani.
Sono definite le cinque mani dello stile Chen, 陳氏太極拳五種手型 chén shì tàijí quán wǔ zhǒng shǒu xíng.
In tutti gli stili di Taiji Quan la mano è un elemento fondamentale delle tecniche. Nel Taiji Quan dello stile Chen, di conseguenza, la mano non è un semplice strumento periferico, ma è il punto in cui si manifesta tutto il lavoro interno del corpo.
La teoria dello stile Chen indica che l'intera arte consiste nel guidare la mano con la mente, guidare il gomito con la mano, infine guidare il corpo con il gomito.
Ogni movimento che avviene nel corpo si rende visibile proprio attraverso il movimento della mano.
Da questo principio deriva la seguente formula:
梢節領、中節隨、根節催
shāo jié lǐng, zhōng jié suí, gēn jié cuī
"La sezione estrema guida, la sezione mediana segue, la sezione radice sprona"
In questa formula la mano rappresenta la "sezione estrema" (梢節 shāojié) dell'arto superiore, seguita dal gomito (sezione mediana) e sostenuta dalla spalla (sezione radice).
Questo concetto è generalmente sintetizzato dalla frase:
以身領手
yǐ shēn lǐng shǒu
Il corpo guida la mano (ovvero il centro muove la periferia).
Questo concetto appartiene alla teoria delle "tre sezioni" (三節 sān jié — radice, mediana, estrema), in cui ciascun arto del corpo è diviso in tre parti.
La forza interna per essere trasmessa agli arti richiede che le "tre sezioni" di ogni parte del corpo siano connesse fra loro. Allo stesso modo per gestire una forza esterna e applicare il concetto di 化勁 huà jìn è altrettanto importante che ogni parte del corpo sia connessa.
L'addome (丹田 dān tián) è il perno da cui la forza interna nasce e attraverso il quale, tramite l'espansione e il rilascio del Dantian stesso, l'energia è trasmessa in ogni parte del corpo, incluse le mani.
La spalla è la radice dell'arto superiore: quando il braccio riceve o rilascia forza, la spalla deve essere connessa al resto del corpo. Cioè la spalla deve essere la sezione estrema della catena che nasce dal Dantian.
Allo stesso modo l'anca è la radice della arto inferiore, analoga alla spalla: il movimento di raccolta della gamba termina all'anca, che deve essere collegata al Dantian.
丹田 dāntián / 腰 yāo → 肩 jiān → 肘 zhǒu → 手 shǒu
Dantian / addome → spalla → gomito → mano
丹田 dāntián / 腰 yāo → 胯 kuà → 膝 xī → 足 zú
Dantian / addome → anca / inguine → ginocchio → piede
Il principio guida nell'uso della mano è riassunto dall'espressione:
按需而用
àn xū ér yòng
"Usarla secondo necessità"
La mano va usata a seconda della tecnica e dell'applicazione che si vuole eseguire, assumendo una fra le cinque configurazioni: 五種手型 wǔ zhǒng shǒuxíng.
五種手型 wǔ zhǒng shǒuxíng
N.
1
2
3
4
5
Cinese
掌
拳
勾手
刁手
槍指
Pinyin
zhǎng
quán
gōushǒu
diāoshǒu
qiāngzhǐ
Traduzione
Palmo
Pugno
Mano a uncino
Mano ad artiglio
Dito a lancia
È la forma più utilizzata nello stile Chen, tanto che il Taiji Quan pur essendo un'arte marziale che utilizza la parola "pugno" nel proprio nome, nella pratica è il palmo a essere utilizzato più di frequente.
Il motivo è legato al fatto che il Taiji quan predilige una certa "sensibilità tattile": nel lavoro di ascolto della forza dell'avversario (聽勁 tīngjín) e nel contatto delle mani (接手 jiēshǒu), il palmo aperto offre una percezione molto più fine rispetto al pugno chiuso, oltre a poter trasformarsi rapidamente in un'altra forma se necessario.
Nello stile Chen il palmo viene spesso chiamato colloquialmente 瓦壟掌 wǎlǒngzhǎng (letteralmente "palmo a tegola"): le cinque dita restano naturalmente distese, ma pollice e mignolo tendono leggermente a "richiamarsi" l'uno verso l'altro, mentre il centro del palmo (corrispondente al punto energetico 勞宮 láogòng) resta vuoto e rilassato, non teso.
A seconda dell'orientamento, il palmo può ulteriormente distinguersi in varianti come il palmo verticale (立掌 lìzhǎng), il palmo laterale (側掌 cèzhǎng) o il palmo rivolto verso l'alto (仰掌 yǎngzhǎng), ma la sostanza tecnica resta la stessa: dita rilassate, polso "seduto" (坐腕 zuòwàn), nessuna rigidità.
Per formare il pugno, le quattro dita si arrotolano insieme verso il centro del palmo, mentre il pollice si piega andando a poggiare sul lato delle prime due falangi di indice e medio.
A differenza del pugno di molti altri stili marziali, qui non si stringe con forza: il centro del pugno deve conservare una sensazione di vuoto, di "morbidezza dentro la forma dura".
雖鬆,分之不能開;雖柔,擊之不能散。
suī sōng, fēn zhī bù néng kāi; suī róu, jī zhī bù néng sàn
Per quanto rilassato, non si apre se lo si vuole separare; per quanto morbido, non si disperde se lo si colpisce.
Anche il pugno ammette varianti di orientamento (pugno verticale, pugno rivolto verso l'alto, pugno rivolto verso il basso), ma il principio interno - assenza di rigidità, centro vuoto - rimane costante.
Si ottiene raccogliendo le cinque dita verso un punto, con la punta rivolta verso il basso: il polso si piega e il dorso della mano si solleva leggermente verso l'alto, formando appunto la forma a "uncino" o "gancio" che dà il nome alla tecnica.
È fondamentale che questa configurazione resti sciolta: se il polso si irrigidisce eccessivamente si trasforma in un "polso rigido" (僵腕 jiāngwàn), difetto che oltre a compromettere l'efficacia tecnica ostacola anche la circolazione sanguigna nella mano. Il movimento nasce dal rilassamento, non dalla contrazione muscolare.
La mano a uncino compare in numerose posizioni classiche della forma, la più celebre delle quali è probabilmente 單鞭 dān biān, la "Frusta singola", dove una mano assume questa configurazione mentre l'altra si distende in un palmo.
Questa forma è tipica e particolarmente caratteristica dello stile Chen rispetto ad altri stili di Tai ji quan.
Indice, medio, anulare e mignolo si arrotolano progressivamente verso il palmo, guidati dal movimento del mignolo, mentre il pollice resta naturalmente disteso e va a poggiare leggermente sopra l'indice.
Il nome stesso, 刁 diāo (che nel linguaggio marziale richiama l'idea di "afferrare, catturare con astuzia"), suggerisce la sua funzione applicativa: si tratta di una configurazione della mano orientata alla presa e al controllo del polso o dell'arto avversario, spesso come fase di transizione all'interno di tecniche di cattura (擒拿 qínná).
La postura della mano consente anche l'uso del dorso della mano per colpire come avviene nella figura 撇身捶 piě shēn chuí.
L'indice resta teso e proteso in avanti, come la punta di una lancia (da cui il nome, 槍 qiāng, "lancia"), mentre le altre dita si raccolgono normalmente verso il palmo. Questa configurazione viene impiegata per tecniche di leve articolari.
Le cinque forme non vanno pensate come categorie isolate, ma come un repertorio fluido: nella pratica della forma (套路 tàolù) la mano passa continuamente dall'una all'altra, spesso nell'arco di un singolo movimento. È proprio questa capacità di trasformazione continua - sostenuta dal principio del 纏絲勁 chánsījin (la "forza del filo di seta" tipica dello stile Chen) — a rendere la mano nel Taiji Quan uno strumento estremamente versatile: capace di percepire, deviare, afferrare, colpire o indicare, sempre partendo da un principio di rilassamento e mai da rigidità muscolare.
Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī
Francesco Russo
NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.
BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".
Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).
Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).
Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.
Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.
Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.
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