Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
 

Lo stato di flusso

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 8 settembre 2026
Aggiornata il 9 settembre 2026

Mani di un artigiano - Spiralis Mirabilis - Rivista dedicata alle arti marziali cinesi e alla cultura tradizionale cinese con focus su Tai Chi QiGong e DaoYin

Nel corso del mio percorso lavorativo, la formazione mi ha sempre accompagnato e continua, tutt'oggi, a essere fra i "pilastri" del mio ruolo di consulente aziendale.

All'interno del mio percorso di formazione, le neuroscienze occupano una buona parte delle materie che studio. È grazie alle neuroscienze che, nel cercare una soluzione al problema dei costi che le aziende sostengono a causa delle distrazioni, ho incontrato il lavoro di Mihaly Csikszentmihalyi.

Psicologo ungherese nato a Fiume nel 1934, emigrò negli Stati Uniti all'età di 22 anni. È stato uno dei fondatori della psicologia positiva e ha condotto importanti studi sulla felicità e la creatività.

È famoso soprattutto per aver introdotto un concetto oggi fondamentale in differenti discipline: il concetto di flow, ovvero il concetto di «flusso». Questo termine descrive uno stato mentale di alta concentrazione e di grande coinvolgimento che favorisce la produttività e il benessere di una persona.

Nel corso della sua carriera, Csikszentmihalyi ha scritto numerosi articoli e libri, fra cui il bestseller Flow: The Psychology of Optimal Experience, pubblicato nel 1990. Per l'importanza del lavoro che ha svolto, Csikszentmihalyi è considerato oggi uno dei più rilevanti psicologi del XX secolo.

Alcuni anni dopo, lo scrittore e ricercatore Steven Kotler ha proseguito questa linea di studi individuando i cosiddetti "flow triggers", ovvero le condizioni ambientali, psicologiche e sociali che aumentano la probabilità di entrare in questo stato (obiettivi chiari, rischio percepito, feedback immediato, novità e complessità del compito, tra gli altri).

Il flusso è quello stato in cui una persona è completamente immersa in un'attività, con totale concentrazione e fusione tra mente e corpo, al punto da perdere la percezione del tempo e dell'ambiente circostante. In questo stato, l'attività diventa autotelica, cioè svolta per il piacere intrinseco che essa stessa genera.

Csikszentmihalyi definisce il flusso come uno stato di coscienza caratterizzato da nove dimensioni principali:

  • equilibrio tra sfida e abilità personali
  • obiettivi chiari
  • fusione tra azione e consapevolezza
  • riscontro immediato
  • concentrazione intensa
  • senso di controllo
  • perdita di autocoscienza
  • alterazione della percezione del tempo
  • esperienza autotelica (una personalità autotelica trova motivazione e piacere intrinseco nelle attività che svolge, senza dipendere da ricompense esterne)

Questo stato porta le persone a sentirsi completamente coinvolte e gratificate nell'attività, senza sforzo apparente. È uno stato sperimentato di frequente da artisti, monaci, sportivi, praticanti di arti marziali e così via. Più in generale, almeno una volta nella vita, dalla gran parte delle persone.

Quello che si è scoperto sullo stato di flusso osservando il cervello è che alla base di questa esperienza vi è una "disattivazione" di alcune aree cerebrali, soprattutto delle cosiddette aree frontali, con una condizione definita ipofrontalità transitoria. L'area che si disattiva è quella relativa al nostro dialogo interiore, a quella "vocina" che continuamente commenta le nostre scelte. Durante lo stato di flusso si è completamente assorti nell'attività che si svolge e, di conseguenza, il cervello non spreca energie nello zittire la nostra "vocina interiore".

Un riscontro nel pensiero daoista

Questa esperienza umana, studiata a fondo da Csikszentmihalyi, ha un riscontro anche nell'esperienza daoista? La risposta è sì.

Forse il collegamento più evidente tra il concetto di flusso e il mondo del dào è presente nello 莊子 zhuāngzǐ. Nello specifico, si tratta di uno dei racconti più celebri contenuti in quest'opera, presente nel terzo capitolo del libro: lo 養生主 yǎngshēngzhǔ (Il Maestro della coltivazione della vita).

庖丁為文惠君解牛,手之所觸,肩之所倚,足之所履,膝之所踦,砉然嚮然,奏刀騞然,莫不中音。合於《桑林》之舞,乃中《經首》之會。文惠君曰:「譆!善哉!技蓋至此乎?」庖丁釋刀對曰:「臣之所好者道也,進乎技矣。始臣之解牛之時,所見无非牛者。三年之後,未嘗見全牛也。方今之時,臣以神遇,而不以目視,官知止而神欲行。依乎天理,批大郤,導大窾,因其固然。技經肯綮之未嘗,而況大軱乎!良庖歲更刀,割也;族庖月更刀,折也。今臣之刀十九年矣,所解數千牛矣,而刀刃若新發於硎。彼節者有間,而刀刃者无厚,以无厚入有間,恢恢乎其於遊刃必有餘地矣,是以十九年而刀刃若新發於硎。雖然,每至於族,吾見其難為,怵然為戒,視為止,行為遲。動刀甚微,謋然已解,如土委地。提刀而立,為之四顧,為之躊躇滿志,善刀而藏之。」文惠君曰:「善哉!吾聞庖丁之言,得養生焉。」

Il cuoco dīng stava macellando un bue per il signore 文惠 wénhuì. Ovunque le sue mani toccassero, le sue spalle si chinassero, i suoi piedi calpestassero o le sue ginocchia premessero, il coltello affondava con un suono nitido e risonante, ogni colpo perfettamente intonato. Si armonizzava con la danza di 桑林 sānglín (bosco di Gelso) e si accordava con l'incontro del 《經首》 jīng shǒu.

Il signore Wenhui esclamò: "Santo cielo! Che meraviglia! L'arte ha raggiunto tali vette?". Il macellaio posò il coltello e rispose: "Ciò che apprezzo è la Via, che trascende la semplice abilità. Quando ho iniziato a macellare i buoi, vedevo solo l'animale intero. Dopo tre anni, non percepivo più il bue nella sua interezza. Oggi mi dedico a questo lavoro con l'intuito piuttosto che con la vista; i miei sensi sanno dove fermarsi, ma il mio spirito desidera proseguire.

Seguendo il corso della natura, colpisco gli spazi ampi e guido le cavità profonde, lavorando con ciò che è già presente. La mia abilità non ha mai toccato i punti vitali, figuriamoci le ossa grandi!

Un cuoco esperto cambia il coltello ogni anno: taglia. Un cuoco normale cambia il coltello ogni mese: lo rompe.

Il mio coltello, che ora ha diciannove anni, ha tagliato migliaia di buoi, eppure il suo filo rimane affilato come appena forgiato. Le articolazioni hanno fessure, mentre la lama non ha spessore. Quando la lama entra in queste fessure, c'è ampio spazio per scivolare liberamente. Così, dopo diciannove anni, la lama rimane affilata come quando è stata forgiata.

Tuttavia, ogni volta che incontro un'articolazione difficile, vedo la sfida e mi fermo concentrato. I miei occhi si fermano, i miei movimenti rallentano."

Con un leggero spostamento della lama, l'articolazione si separa con un leggero scricchiolio, cadendo al suolo come una zolla di terra. Poi sollevò la lama, si alzò in piedi e osservò la scena con soddisfazione, il cuore pieno di gioia. Dopo aver fatto un buon lavoro, rinfoderò il coltello. Il signore Wenhui esclamò: "Che meraviglia! Dopo aver ascoltato le parole del cuoco, ho compreso l'arte di coltivare la vita".

Il concetto di jingshou

Il termine 《經首》 jīngshǒu presente nel racconto può essere inteso come il momento o il punto in cui si raggiunge un'armonia perfetta o una maestria superiore in un'attività. Rappresenta la perfezione e l'armonia che il cuoco raggiunge nel suo gesto. Di fatto, la disciplina con cui ci si dedica a un'attività nel corso del tempo porta a esprimersi con una tale armonia "naturale" da far diventare arte l'attività stessa. Esprime un livello superiore di tecnica e consapevolezza che trascende il mero sforzo fisico. Questo, di fatto, è ciò che esprime il concetto daoista di 自然 zìrán.

Possiamo desumere questo aspetto del termine jingshou grazie al monaco daoista 成玄英 chéng xuányīng, noto come "Maestro delle dottrine dell'abbazia di Xihua" (西华法师 xī huá fǎshī) e uno dei principali rappresentanti della "Scuola del doppio mistero" (重玄 zhòng xuán). Visse a cavallo tra il regno dell'imperatore 太宗 tài zōng (598–649) e quello dell'imperatore 高宗 gāo zōng (628–683).

Nel suo commentario allo 《莊子》 zhuāngzǐ (《莊子疏》 zhuāngzǐ shū) scrive che questa parola è il nome di un movimento musicale appartenente all'opera musicale 《鹹池》 xiánchí, opera attribuita all'imperatore yáo, tradizionalmente annoverato tra i leggendari Cinque Imperatori (三皇五帝 sānhuáng wǔdì, "Tre Augusti e Cinque Imperatori").

In sostanza, l'utilizzo del termine jingshou in questo contesto fa riferimento all'armonia del movimento del corpo del cuoco, movimento che richiama l'armonia del brano musicale. In altre parole, si riferisce a una "parte" di un tutto per identificare un concetto più ampio sulla maestria: il brano (la parte) fa parte della suite (il tutto).

Dove si colloca, in tutto questo, il concetto di stato di flusso? È lo stesso cuoco Ding che spiega come raggiunge lo stato di padronanza, cioè lo stato di flusso, per compiere il suo lavoro:

"Tuttavia, ogni volta che incontro un'articolazione difficile, vedo la sfida e mi fermo concentrato. I miei occhi si fermano, i miei movimenti rallentano."

In questo passaggio sono presenti tutti gli elementi dello stato di flusso. Il cuoco ha un obiettivo chiaro: tagliare la carne con il minimo sforzo e usurare il meno possibile la lama del coltello. È completamente immerso nella sua attività e, di conseguenza, nella sua mente non c'è spazio per altri pensieri. Ding descrive le fasi attraversate per raggiungere la padronanza della sua abilità, unite da una concentrazione e un'intenzione assolute. Le allusioni al movimento ritmico e alla danza indicano chiaramente un'esperienza quasi estatica. Alla fine, Ding si definisce completamente soddisfatto. Il riferimento a un'«articolazione difficile» indica come lo stato di flusso si raggiunga solo affrontando sfide crescenti e sviluppando nuove competenze.

Questo racconto contenuto nello Zhuangzi suggerisce che l'esperienza dello stato di flusso si estende oltre l'atto specifico del tagliare la carne, fino a diventare una condizione continua, simile al concetto di "personalità autotelica" elaborato da Csikszentmihalyi. Questo lo si desume verso la fine del racconto: dopo aver ascoltato l'esposizione di Ding, Wenhui afferma:

"Che meraviglia! Dopo aver ascoltato le parole del cuoco, ho compreso l'arte di coltivare la vita."

È chiaro che Ding non ci sta solo fornendo una ricetta per il taglio della carne, ma una ricetta per la vita stessa. Robert Pirsig, nel suo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, scrive:

A noi tutti sono capitati momenti così, facendo cose che avevamo davvero voglia di fare. Solo che, in un modo o nell'altro, siamo incappati in un'infelice separazione di quei momenti dal lavoro. Il meccanico che intendo io questa separazione non la opera. Di lui si dice che ciò che fa gli «interessa», che è coinvolto nel suo lavoro. E ciò che produce questo coinvolgimento è, sul filo della coscienza, l'assenza di ogni percezione di separazione tra soggetto e oggetto. […] Ecco che cosa significa tenerci: non è altro che un senso di identificazione con quello che fai."

Nello Zhuangzi si ricorre alla metafora dello specchio. Nel capitolo sette del libro è scritto:

至人之用心若鏡,不將不迎,應而不藏,故能勝物而不傷。
zhì rén zhī yòngxīn ruò jìng, bù jiāng bù yíng, yīng ér bù cáng, gù néng shēng wù ér bù shāng.

La mente e il cuore di un uomo sono come uno specchio. Non prende e non accoglie, risponde così come non ricorda. In questo modo è in grado di affrontare qualsiasi cosa senza esserne ferito.

In altre parole, rimuovendo l'interferenza del sé, la mente diventa un riflesso perfetto della situazione concreta in cui si trova.

Punti in comune e differenze

Come esistono dei punti in comune tra la visione daoista dello Zhuangzi e l'opera dello psicologo fiumano, esistono anche dei punti di differenza.

Csikszentmihalyi preferisce il linguaggio del controllo: l'ego impara a dominare il mondo esterno nella conquista di un'abilità sfidante. Zhuangzi, invece, usa il linguaggio del "lasciar essere" (無為 wúwéi): si impara a non interferire con la Via delle cose. Queste due prospettive diverse sono però aspetti complementari dell'esperienza dello stato di flusso. Mentre Csikszentmihalyi mette in evidenza la forza e il controllo (l'aspetto yáng) che si acquisisce nello stato di flusso, Zhuangzi sottolinea la spontaneità e l'assenza di sforzo di questo stato (l'aspetto yīn).

Il capitolo 43 del 道德經 dàodéjīng illustra gli effetti del wuwei:

天下之至柔,馳騁天下之至堅。無有入無間,吾是以知無為之有益。不言之教,無為之益,天下希及之。
tiānxià zhī zhì róu, chíchěng tiānxià zhī zhì jiān. Wú yǒu rù wújiàn, wú shì yǐ zhī wúwéi zhī yǒuyì. Bù yán zhī jiào, wúwéi zhī yì, tiānxià xī jí zhī.

"Quanto vi è di più cedevole al mondo travolge quanto vi è di più duro al mondo. Ciò che è privo di esistenza penetra in ciò che non ha interstizi: questo è il motivo per cui io comprendo il beneficio della non-azione. La dottrina senza parole, il beneficio della non-azione: rari sono coloro che al mondo vi giungono."

Il wuwei, che possiamo provare a tradurre in italiano come "azione senza sforzo" o "non-azione", descrive la condizione dello stato di flusso. Quando un atleta entra nello stato di flusso, agisce "senza sforzo" e si muove attraverso tempo e spazio con "naturalezza&" (ziran). Csikszentmihalyi osserva che nello stato di flusso non ci sono estremi, preoccupazioni o rimuginazioni: tutto sembra scorrere in modo naturale (ziran).

Steven Kotler, nel suo libro The Art of Impossible, definisce i concetti di microflow e macroflow. Si può entrare in uno stato di microflow (una versione più leggera dello stato di flusso), come quando ci si immerge in una conversazione particolarmente coinvolgente al lavoro. Oppure si può vivere uno stato di macroflow, in cui tutte le caratteristiche fondamentali dello stato di flusso si manifestano così intensamente che l'esperienza stessa assume qualità quasi ultraterrene e mistiche. Per esempio, il tempo rallenta fino a quasi fermarsi e ci si sente un tutt'uno con l'universo.

Proprio questa distinzione tra micro e macroflow è utile in ambito aziendale: non è necessario puntare solo alle esperienze "mistiche" di macroflow, spesso rare e imprevedibili, per ottenere benefici concreti. Progettare ambienti e compiti che favoriscano momenti anche brevi di microflow — obiettivi chiari, feedback rapido, riduzione delle interruzioni — può già ridurre in modo significativo i costi legati alle distrazioni.

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

In evidenza

Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

Torna il 28 e il 29 novembre la Archetipo, giunto alla sua terza edizione: iscriviti ora!.

Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

Acquista il libro dedicato al senso sulla pratica del Taiji Quan Una tamerice in attesa della sua primavera.

Copertina - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

Il nuovo numero di Spiralis Mirabilis clicca qui.

La rivista

ISCRIVITI A MANI COME NUVOLE - LA NOSTRA NEWSLETTER

Clicca qui

I nostri libri

Eventi e seminari di studio

Facebook - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Gruppo Facebook - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Instagram - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Telegram - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese WhatsApp - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese YouTube - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese

CONTATTI
Spiralis Mirabilis

武術與中國文化
Arti marziali e cultura tradizionale cinese
Centralino: +393515550381
E-mail: magazine@spiralismirabilis.it

Ⓒ2021 - | Progetto realizzato da BrioWeb C.F. e P.IVA 03853870271 | Informativa sulla privacy e sui cookie